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martedì 4 maggio 2010

Mariah, gambe da un miliardo


Mariah Carey cammina su un miliardo di sterline. Il britannico The Independent ha infatti stilato una classifica delle parti del corpo delle star rese più preziose dalle assicurazioni stipulate per proteggerle e la cantante statunitense è in vetta con poco meno di un miliardo e duecento mila euro per le sue gambe.

È vero che nel 2006 la star di ‘Glitter' vinse il ‘Legs of a Goddess Award' di Gillette, ma il valore riconosciuto sembra spropositato, contando che il suo successo si basa sulla voce più che sulle gambe. Il portavoce della Carey, però, ha spiegato che non c'è nulla di cui stupirsi, poiché la cifra rispecchia la celebrità del personaggio. Una cifra che, vale la pena ricordarlo, supera di gran lunga quella di vip che con le gambe lavorano "in prima linea": la modella tedesca Heidi Klum, ad esempio, cammina su chilometrici sostegni da "appena" un milione e mezzo di biglietti della Regina, mentre il famoso fondoschiena di Jennifer Lopez (cantante sì, ma anche attrice) varrebbe 18 milioni.

Naturalmente, nella classifica non mancano assicurazioni ancora più curiose, come il petto villoso del crooner Tom Jones (3,5 milioni), il liquido seminale di David Lee Roth, frontman dei Van Halen che ha congelato i suoi potenziali eredi per 656mila sterline, e gli strabordanti seni della cantante folk Dolly Parton che valgono 200mila sterline l'uno.

Visti tutti i pettegolezzi sulla sua linea a yo-yo, comunque, qualche maligno pensa che Mariah Carey dovrebbe forse assicurare anche i programmi di grafica che consentono di mostrarla sempre con due gambe perfettamente tornite e sinuose anche quando ha qualche chilo di troppo...


Marriah Carrey sono pazzo di te!

domenica 2 maggio 2010

MacBook Air


Un piacere averte con me! Air

Che design mozzafiato! Che leggero! Riesco a sollevarlo con una mano soltanto. Parlo del mio nuovissimo e scintillante MacBook Air. Si, hai capito bene: il fantastico portatile ultra sottile di Apple appena uscito sul mercato.

Il MacBook Air è un portatile davvero sottile e leggerissimo. Ha infatti uno spessore che va da 0,4 a 1,94 cm (nella parte più spessa) ed un peso di appena 1,36 kg. Le dimensioni ultra sottili del MacBook Air non ne hanno però sacrificato o reso difficile l’utilizzo: ha infatti una tastiera di dimensioni regolari, un trackpad multi-touch e uno schermo LED widescreen da 13,3″

MacBook Pro


Alta precisione in alluminio. Il nuovo standard d'eccellenza.

Ricavato da un unico blocco di alluminio, MacBook Pro è un vero capolavoro d'ingegneria. Il suo guscio unibody brevettato nasce da lavorazioni meccaniche di precisione. Dalla fossetta all'indicatore di stop che non si vede quando non serve, nessun dettaglio viene lasciato al caso. Il risultato finale è un notebook non soltanto rivoluzionario, ma anche sottile, leggero, levigato e ben definito al tatto. La struttura unibody rende MacBook Pro più robusto che mai, così puoi infilarlo nella ventiquattrore o in una borsa per portarlo in aereo, a scuola o in ufficio senza tante precauzioni


a batteria con maggior autonomia nella storia dei portatili Apple.

La nuova architettura dai consumi ridotti di ogni MacBook Pro, insieme all'alternanza automatica della grafica sui modelli da 15" e 17", ti offre un'autonomia della batteria notevolmente superiore. Con una sola carica, la batteria del nuovo MacBook Pro 13" dura fino a 10 ore (da 8 a 9 ore per MacBook Pro 15" e 17").1 E potrai farle fare fino a 1000 cicli di carica ed esaurimento completi, cioè una prospettiva di vita quasi triplicata rispetto a quella delle tradizionali batterie per portatili.2 La chimica avanzata e la tecnologia Adaptive Charging consentono alla batteria di conservare più a lungo le sue capacità di carica e determinano la modalità ottimale per caricare le celle. E poiché la batteria dura fino a 5 anni, MacBook Pro ne usa una sola contro le tre consumate nello stesso arco di tempo circa da un portatile tradizionale. Così riduci i rifiuti e fai più felice l'ambiente.

Prezzo di € 1,146


sabato 1 maggio 2010

Monster Beats Dr.Dre


"Artisti e produttori danno il massimo in studio per perfezionare il loro suono. Ma il pubblico non può apprezzarlo pienamente con delle cuffie normali. La maggior parte delle cuffie non riesce ad esaltare i bassi, tutte le sfumature e la dinamica della musica. In poche parole, la musica si appiattisce. Con Beats, il pubblico sente quello che gli artisti sentono, ed ascoltano la musica proprio come dovrebbero: proprio come me." - Dr. Dre

Adobe perché iPhone e iPad non lo supportano?


La mancanza del supporto Flash sui dispositivi mobile di Apple è stata da tempo oggetto di discussione ma le cose sono peggiorate con l´arrivo di iPad sul quale, in effetti, tale tecnologia potrebbe sembrare molto utile. Per placare gli animi e spiegare il perché di determinate scelte è intervenuto lo stesso Steve Jobs che, con una lettera aperta, ha fatto intendere che le ragioni non sono da ricercare in una guerra fra Apple e Adobe ma sono solo di tipo tecnologico.

Jobs afferma che Flash è una piattaforma troppo proprietaria, soggetta a crash e a rischi di sicurezza e non così aperta al touchscreen. Egli sa benissimo che che anche Apple ha molti prodotti proprietari ma crede che il web debba seguire standard aperti tanto che CSS, HTML5 e JavaScript funzionano benissimo sui propri dispositivi. E in effetti, da questo punto di vista Apple gioca anche la carta dello standard open-source WebKit usato come base per Safari, ma usato anche da Google per Android e Chrome, da Nokia, Palm e nel prossimo browser di RIM.

Le argomentazioni legate alla popolarità di Flash, per il CEO di Apple non hanno molto valore: anche se la maggior parte degli streaming video è effettuata attraverso un player Flash la piattaforma resta comunque chiusa e proprietaria: "While Adobe’s Flash products are widely available, this does not mean they are open, since they are controlled entirely by Adobe and available only from Adobe. By almost any definition, Flash is a closed system."